In dialogo. Riflessioni a quattro mani sulla violenza domestica

In Dialogo. Riflessioni a quattro mani sulla violenza domesticaTitolo: In dialogo. Riflessioni a quattro mani sulla violenza domestica

Autori: Nadia Muscialini, Mario De Maglie
Editore: Settenove

Questo è l’in-contro di due operatori sociali impegnati sui fronti opposti della violenza di genere.
Il libro si apre con un campionario dei diversi modi con cui un uomo può annientare la donna che ama, e si chiude con l’immagine di Ares e Afrodite amanti.
Non a caso si rievoca il dio della guerra Ares e non la dea Atena, perché se quest’ultima rappresenta gliaspetti più nobili della guerra, il primo rappresenta la parte più atroce, il furore con cui i personaggi maschili dell’Iliade esercitano la forza, la passione che unisce il dio della guerra alla dea dell’amore, la stessa che unisce paradossalmente vittime e carnefici nelle storie che Nadia Muscialini ci racconta, pur desiderandone l’oblio, come ci confessa con toccante umanità.

Muscialini e De Maglie, come medici sul campo di una guerra millenaria, ci raccontano i loro tentativi di trovarne le ragioni e i rimedi, i loro successi, le sconfitte, le debolezze, le illusioni e le disillusioni.

Ho trovato in alcuni passaggi de “La rivelazione greca” di Simone Weil ciò che mi sembra una vera e propria “rivelazione” più che una risposta a questi interrogativi:

“Che tutti siano destinati, nascendo, a subire la violenza, è una verità a cui l’imperio delle circostanze
chiude gli spiriti agli uomini. 
[…] Così la guerra cancella ogni idea di scopo, persino l’idea degli scopi della
guerra. Cancella il pensiero stesso di porre fine alla guerra. La possibilità di una situazione così violenta è
inconcepibile finché non ci si è dentro e quando ci si è dentro è inconcepibile che abbia fine. Così non si fa nulla perché finisca. […] Si tratti di servitù o di guerra, sempre, tra gli uomini, le sventure intollerabili durano per via del loro stesso peso, e così dall’esterno sembrano facili da sopportare. Durano perché privano delle risorse necessarie ad uscirne.”

Ma è anche vero che possiamo contare solo sulle nostre risorse per uscire dalle crisi e i due autori ci propongono proprio questa come strada per ottenere la pace.

Le intelligenti riflessioni di De Maglie sul dilemma di accettazione-condanna dell’uomo da riabilitare, fanno emergere i dubbi che un serio ricercatore della verità deve porsi e aiutano ad aprire una breccia nella inossidabile corazza di una maschilità sempre più occultata e forse proprio per questo ancora più pericolosa.

Allora occorre riabilitare le risorse dell’uomo terrorizzato di fronte alla prospettiva di rimanere senza ciò che lo ha sempre sostenuto ma lo ha anche immobilizzato, il dilemma di De Maglie è il dilemma di ogni uomo, la risposta non è in una delle due opzioni, ne usciremo solo se sapremo inventare un’alternativa.