Com’eri vestita?

 

 

“What Were You Wearing” è una mostra promossa dall’università del Kansas da un progetto di Jen Brockman e Mary Wyandt-Hiebert, esposta per la prima volta all’Università dell’Arkansas dal 31 marzo al 4 aprile 2013.

L’associazione Libere Sinergie intende replicare in Italia, contestualizzandola al
nostro ambiente socio-culturale.

È un progetto di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne che parte da una
domanda posta ricorrentemente a chi subisce molestie o violenza sessuale:
“Come eri vestita?”

In concreto il progetto vede la realizzazione di un allestimento molto semplice che presenta alcune storie di donne abusate e ne mostra gli abiti che indossavano in quel momento, non quelli veri, ma degli indumenti che ne siano una rappresentazione verosimile.

Come eri vestita? è una domanda che troppo spesso viene rivolta alle donne che hanno subito una violenza sessuale. La domanda, che sottende gravi stereotipi sessisti e pregiudizi, ha delle pesanti implicazioni e un impatto negativo sulla donna che ha subito violenza, poiché presuppone l’idea che la vittima avrebbe potuto evitare lo stupro se avesse indossato abiti meno succinti o meno sexy. Questa mostra ha lo scopo di smantellare questo pregiudizio.

La mostra dal titolo What Were You Wearing? parte dal breve racconto di 16
storie di violenza sessuale che sono poste accanto agli abiti in esposizione, che
vogliono rappresentare in maniera fedele l’abbigliamento che la donna indossava
al momento della violenza sessuale. Libere Sinergie esporrà le storie in quattro
lingue: italiano, inglese, spagnolo e francese.

Jen Brockman ha dichiarato che lo scopo principale della mostra What Were You Wearing? è la promozione di una maggiore consapevolezza sulla violenza sessuale e la necessità di combattere la colpevolizzazione secondaria delle vittime. “I visitatori possono entrare nella galleria e vedere se stessi riflessi non solo nei vestiti esposti ma anche nelle storie”. Aggiunge che: “Occorre suscitare delle reazioni all’interno dello spazio della mostra simili a quelle riportate” inducendo le visitatrici a pensare “Caspita, ho questi indumenti appesi nel mio armadio” oppure “ero vestita così questa settimana”.

In questa maniera si rendono evidenti gli stereotipi che inducono a pensare che eliminando alcuni indumenti dai nostri armadi o evitando di indossarli potremmo eliminare la violenza sessuale. Ovvero, rimuovere l’idea che l’eliminazione degli stupri possa avvenire semplicemente non indossando alcuni indumenti”.

Jen Brockman ha dichiarato che le reazioni alla mostra sono state decisamente
positive: “quando le vittime attraversano la mostra, spesso le loro prime espressioni sono di conferma e condividono con gli organizzatori frasi come”:
“questo era il mio abito”, “quello che è appeso su questo muro è esattamente ciò
che indossavo”, “questa è la mia storia”, “quella storia è esattamente ciò che è
successo a me”.

Brockman aggiunge: “non è l’abito che si ha indosso che causa una violenza sessuale, ma è una persona che causa il danno. Essere in grado di donare serenità alle vittime e suscitare maggiore consapevolezza nel pubblico e nella comunità sono le vere motivazioni del progetto”.

L’associazione Libere Sinergie intende replicare tale mostra all’interno del contesto metropolitano, con lo stesso intento dei promotori della mostra negli
Stati Uniti, ossia smontare gli stereotipi che colpevolizzano le vittime di stupri e
sensibilizzare la comunità in merito al tema, in una società ancora troppo intrisa
di violenza e di abusi sessuali.

Tale mostra ha quindi come obiettivi sia un intervento indiretto di “cura” sulle vittime, che possono realizzare e prendere consapevolezza che la violenza sessuale non è stata causata dagli abiti che indossavano, sia sviluppare una maggior conoscenza del fenomeno e degli stereotipi che lo giustificano.

Libere Sinergie intende portare la mostra in diversi luoghi della città metropolitana, dall’8 marzo al 25 novembre, due date simbolo per la lotta alla violenza di genere e per i diritti delle donne.

Il primo appuntamento della mostra sarà dall’8 all’11 marzo presso lo spazio The Art Land a La Fabbrica del Vapore.

A seguire l’allestimento verrà portato in diverse realtà del territorio frequentate quotidianamente dalle cittadine e dai cittadini.

L’itinerario della mostra si concluderà il 25 novembre e in tale occasione Libere Sinergie esporrà i risultati raggiunti.

Tutte le date e i luoghi della mostra verranno pubblicati su questo sito e sulla pagina Facebook @liberesinergie.

Per informazioni: info@liberesinergie.org

English version

Versión en español

Versión en francés

Scarica qui la brochure in italiano.

Brochure in english here. En español. En francés.

volantino come eri vestita sito

Invito stampa

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Ne parlano su:

Milano Sud

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Il Giorno

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Women in culture

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