La nostra storia
Nel 2018, Libere Sinergie propone l’installazione “Com’eri vestita?”, una mostra di denuncia della vittimizzazione secondaria delle vittime di stupro che riprende l’idea americana di “What were you wearing”.
Con l’autorizzazione delle ideatrici, due docenti dell’Università del Kansas e dell’Arkansas, Libere Sinergie l’ha importata mantenendone lo schema e adattando le testimonianze al contesto italiano. Le storie sono state raccolte da Silvia Cattafesta e Nadia Muscialini, rispettivamente counselor e psicoterapeuta e socie di Libere Sinergie.
Da allora sono oltre 300 le rappresentazioni in tutta Italia. Agli iniziali 17 manichini, dal 2026 se ne è aggiunto un altro che denuncia un caso di stupro di gruppo.
Libere Sinergie ha realizzato le Panchine rosse a Milano, in contesti pubblici e privati, e il progetto Saracinesche contro la violenza, con il coinvolgimento dei docenti e di studenti e studentesse dello IED, l’Istituto Europeo di Design.
Un’altra proposta culturale di forte impatto è lo spettacolo teatrale “Tanto a me non capita“, scritto da Annamaria Versienti, socia di Libere Sinergie, e da lei interpretato insieme ad altre socie e soci. Il testo denuncia con una sottile e ficcante ironia, le varie forme di violenza psicologica, quella apparentemente invisibile agli occhi.
Libere Sinergie gestisce inoltre anche spazi di ascolto presso ospedali, mense per i poveri e in collaborazione con i Tribunali e le amministrazioni pubbliche.
La sede di Libere Sinergie è a Milano, in via Cenisio 25, dove si trova anche uno dei punti di ascolto e di aiuto.
L’inaugurazione dello spazio è avvenuta a giugno del 2025, alla presenza del Presidente del Tribunale di Milano, Fabio Roia.