Rassegna stampa di Libere Sinergie | 18 aprile 2021

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18 aprile 2021

Prime donne

❝Non abbiamo mai parlato di uomini, vestiti o altre cose del genere senza importanza. Gli argomenti tra noi sono sempre stati Marx, Lenin e la rivoluzione: discorsi da ragazze vere❞

~ Nina Simone, sulla sua amicizia con Lorraine Hansberry ~

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▪︎ Le prime donne

Lorraine Hansberry. Iniziamo con la letteratura e la militanza per i diritti delle minoranze di Lorraine Hansberry, classe 1930, morta di cancro a 34 anni: una vita breve che ha lasciato il segno. Le sue opere, il suo impegno politico vengono ora raccontati in una nuova biografia, “Radical Vision”, visione radicale, di Soyica Diggs Colbert, in uscita il 20 aprile, alla quale il New York Times dedica un bellissimo articolo. Questo un passaggio:
Per citare Simone de Beauvoir, un’influenza importante, Hansberry non poteva pensare in termini di gioia o disperazione “ma in termini di libertà”. E non poteva pensare alla libertà come a una destinazione ma a una pratica.
Hansberry fu la prima donna nera a vedere rappresentata una propria opera a Broadway e a la prima giovane afroamericana a ricevere l’importante New York Drama Critics Award. Sebbene non abbia mai manifestato il proprio orientamento sessuale, all’inizio degli anni ’60 fu forte il suo impegno nel movimento femminista queer e LGBTQ. 
Sono nata nera e donna“, le sue parole con il quale parte questo documentario sulla sua figura.
➡️ Qui il libro su Lorraine Hansberry (per ora solo in inglese)
E questa settimana marca un indiscusso record di donne andate a ricoprire ruoli apicali importanti con i quali si era aperto questo 2021.
Sarà una donna a guidare la Reuters, per la prima volta in 170 anni di storia della prestigiosa agenzia giornalistica britannica. Alessandra Galloni, 47 anni, nata a Roma, sostituisce Stephen J. Adler, che andrà in pensione questo mese dopo aver guidato la redazione negli ultimi dieci anni. Su ZetaLuiss, il sito della scuola di giornalismo “Massimo Baldini” – Luiss Guido Carli, un articolo ricco di analisi e commenti.
Anche il Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) ha per la prima volta una donna presidente: si tratta di Maria Chiara Carrozza che aveva già avuto una sua prima volta quando divenne la più giovane rettrice della prestigiosa Scuola superiore Sant’Anna di Pisa nel 2007.
L’anno scorso Maria Chiara Carrozza, in un discorso pubblico tenuto a Milano, aveva detto: “Possiamo mettere in pratica un laboratorio di soluzioni tecnologiche e organizzative, un nuovo umanesimo scientifico, che porti l’evidenza scientifica come metodo e l’umanità come obiettivo. Combattiamo per dare fiducia alla scienza e alla nostra umanità per trovare una soluzione alla fragilità, dare lavoro e trovare opportunità per i nostri giovani per impegnarsi a costruire la città del domani con i servizi del futuro, con la rete territoriale per stare vicino a chi è solo“. Su Rainews una delle sue prime interviste.
Christine Wormuth è stata indicata da Joe Biden per ricoprire il ruolo di Segretario dell’Esercito americano. Se il Senato confermerà l’incarico, sarà la prima donna a ricoprire questo ruolo.
In Sudafrica invece è certo: dal 1 giugno Thalita Mxakato comanderà le Forze Armate del Paese. Qui un articolo sulla stampa sudafricana.
I giornali indiani invece celebrano la prima sindaca di Bathinda, Raman Goyal.
Il Gran National è stato vinto per la prima volta da una donna, l’irlandese Rachael Blackmore. Ne ha scritto, tra gli altri, Vanity Fair. “Una corsa durissima, pericolosa e contestata”, scrive Cavallo Magazine.
E infine, ultimo ma non ultimo, le due nomination femminili per la miglior regia agli Oscar 2021 che verranno assegnati il 26 aprile, come racconta SkyTg24: Chloé Zhao con per “Nomadland” e Emerald Fennell con “Una donna promettente”, un film inquietante e implacabile su violenza sessuale e revenge porn. Imperdibile. Per capirlo basta il trailer.

▪︎ Le donne lasciate indietro

Afghanistan. Questa settimana è stato celebrato il ritiro delle truppe americane e Nato dall’Afghanistan, dopo venti anni dall’attacco su Kabul dopo gli attentati alle Torri Gemelli. Anche 900 militari italiani lasceranno il paese. A mettere fine alla più lunga guerra degli Stati Uniti è stato un accordo chiuso tra l’ex presidente Donald Trump e i talebani, proprio i rappresentanti di quell’Islam radicale che si voleva colpire. Il suo successore, Joe Biden, ha deciso il ritiro definitivo entro la simbolica data dell’11 settembre, posticipando quindi il termine di maggio previsto dall’accordo. Un modo per andare incontro all’attuale governo che teme il ritorno dei talebani e le vendette sugli alleati dell’Occidente.
Una cosa è certa “Per le donne torna il Medioevo“, come ha titolato Il Fatto Quotidiano. E in un altro pezzo del Fatto, Guido Rampoldi pubblica un articolo molto duro dal titolo “Afghanistan, a quanto pare la sorte di sedici milioni di donne non appassiona“.
Su La Stampa, Domenico Quirico scrive:
Il guerriero se ne va, sconfitto, umiliato dai ciabattanti ma implacabili mujaheddin talebani. Fine delle caramelle, degli aquiloni, del progresso sotto i cieli meravigliosi e crudeli di Kabul, della eguaglianza delle donne, del suffragio universale, della volontà dei più.
Su Il Giornale, Gaia Cesare riporta le preoccupazioni delle donne
“Con il ritorno dei talebani per noi è finita”. È l’incubo dello stop alla scuola per le donne a cui pensano con insistenza e preoccupazione le afghane
Su Avvenire, Francesca Ghirardelli racconta delle donne in Afghanistan e di Fawzia Koofi, una delle donne che siede al tavolo di negoziazione con i talebani, terribilmente preoccupata per il futuro.
A marzo avevamo raccontato dell’omicidio di tre giornaliste, a gennaio delle due giudici. Tra le tante.
Tigray. “La violenza sessuale a cui sono sottoposte le donne nel Tigray ha raggiunto un livello di crudeltà impossibile da comprendere”, ha detto il relatore speciale dell’Onu sulla violenza sessuale nei conflitti armati Pramila Patten.
Stupri, torture sessuali, induzione alla prostituzione e sfruttamento. Si tratta di un’altra drammatica emergenza che passa in secondo piano nell’ignorato conflitto armato tra Fronte popolare di liberazione (Tplf) e governo. L’agenzia internazionale Reuters ci e’ tornata questa settimana con un lungo articolo e un video reportage in cui ha raccolto i dettagli terribili di quello che sta accadendo. Reportage anche sulla Deutsche Welle e La Presse.
(per approfondimenti sulla guerra in corso nella regione del Tigray, qui un articolo di Paolo Lambruschi, profondo conoscitore del Corno d’Africa)
L’occupazione femminile. Quella italiana si conferma essere la peggiore in Europa, parola (e dati) di Eurostat. Peggio di noi solo la Grecia. Nel nostro Paese solo una donna su due lavora, contro una media Ue del 67.7% e contro il 73,2% della Germania. E 1/4 delle ragazze in Italia non studia e non cerca un’occupazione. La pandemia sta colpendo sensibilmente il lavoro delle donne in tutto il mondo, persino in Svizzera.
Kelly Fitzgibbons picture Henny Beaumont
Kelly Fitzgibbons aveva 40 anni quando il marito l’ha ammazzata, assieme alle figlie e al cane, prima di suicidarsi, nel West Sussex. Questo è uno dei ritratti che Henny Beaumont, pittrice inglese e illustratrice del The Guardian, ha dedicato alle donne vittime di femminicidio in Gran Bretagna lo scorso anno. “Per ricordare, onorare e rendere queste donne visibili”, ha spiegato l’artista. Sul suo profilo Twitter anche gli altri ritratti. Il link.
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Lo avrete notato, ieri (17 aprile) Google dedicava il doodle a Laura Bassi, tra le prime donne al mondo a ottenere una cattedra universitaria e una delle prime donne laureate d’Italia. Era il 1732.

▪︎ Un posto per gli animali delle donne vittima di violenza

Lo ha fatto il Comune di Livorno ed è un aiuto importante per tante donne che oltre al trauma della violenza pensano a quello del dove sistemare il proprio animale d’affezione.
Se avete segnalazioni di iniziative simili, scrivete a liberesinergie@liberesinergie.org
video

▪︎ Vedere. Il mondo in uno schermo

📺 “BAD LUCK BANGING OR LOONY PORN”. La vera oscenità? Chi usa il potere per schiacciare altri essere umani, parola di Radu Jude, regista romeno di questo film che ha vinto l’Orso d’Oro al Festival di Berlino. Dal 16 aprile si può vedere sulla piattaforma MioCinema.
Il film ha come protagonista un’insegnante delle scuole medie, Emilia Cilibiu e suo marito Eugenio: la scena iniziale li vede impegnati a fare sesso nella loro casa. Ma il video che fanno per riprendersi diventa in breve tempo virale e alcuni degli alunni della professoressa lo vedono e rivedono. Da qui una lunga odissea che culmina nell’assemblea dei genitori della sua classe pronta a giudicarla con grande severità. Molto molto attuale. Purtroppo.
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