Rassegna stampa di Libere Sinergie | 21 febbraio 2021

 

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21 febbraio 2021

Insulti e coltelli

I media trattano la violenza sulle donne come aberrazione dell’individuo. Nascondendo il fatto che si tratti di un’operazione pianificata

~ Marilyn French, scrittrice e femminista americana ~

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Ottobre 2020, lavori in corso per la realizzazione di una delle panchine rosse di Libere Sinergie a Milano. Qui in collaborazione con Acea Odv alla Fabbrica del Vapore. Le panchine rosse fanno parte di un progetto culturale sempre più diffuso che vuole usare questo elemento di arredo urbano per richiamare l’attenzione di tutti sulle violenze sulle donne. Un gesto che da solo non basta, ma che serve. Non ignoriamole!

Clara, Liliana, Giorgia e le (tante) altre

“La donna non lo aveva mai denunciato, pur ribadendo di non voler tornare con lui. Si era pagata il funerale perché aveva capito che sarebbe finita male”. L’ultimo femminicidio in ordine temporale si consuma nel cuore di Genova, a colpi di coltello, l’arma più impugnata dagli uomini che uccidono le donne tra le pareti di relazioni tossiche finite o sull’orlo di finire. Clara Ceccarelli è stata accoltellata a morte davanti al suo negozio di scarpe, dove sabato si sono ritrovate centinaia di donne per ricordare e protestare, componendo una catena umana unita da un drappo fucsia: lui voleva tornare con lei e la perseguitava, con i suoi debiti e le sue turbe psichiche. Due settimane fa la donna si era pagata il funerale per non pesare sull’anziano padre e sul figlio disabile, recitano le cronache. Su Primocanale, tv di Genova, i fatti e le testimonianze.
Su InQuantoDonna la lunga sequenza di femminicidi in Italia.
Giusi Fasano, cronista di nera e inviata del Corriere della Sera, che da anni si occupa delle violenze sulle donne, sabato 20 febbraio ha scritto così
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Nelle stesse ore, un insigne docente universitario – non un anonimo odiatore da tastiera ma un intellettuale, storico, professore – sbottava contro Giorgia Meloni in questo modo:
“Questa pesciaiola, e mi dispiace offendere questi negozianti ma non io posso vedere in Parlamento gente simile, di un’ignoranza di questo livello, che non ha mai letto un libro in vita sua, che può rivolgersi da pari a pari a un nome come quello di Mario Draghi […] datemi dei termini: una rana dalla bocca larga? Una vacca? Una scrofa? Cosa devo dire? Cosa devo dire per stigmatizzare il livello di ignoranza e presunzione […]”

 

Su FirenzeToday e su Il Tirreno la vicenda e il video (da vedere) dell’intervento.
Un paio di giorni prima, bersaglio di attacchi sessisti, razzisti, antisemiti era stata Liliana Segre: le sue foto al momento della somministrazione del vaccino Covid, sono state commentate con insulti e minacce e auguri di morte. Anche in questo caso, non solo anonimi, ma anche personaggi conosciuti, come racconta Fanpage. “Manca una norma”, ricorda LaNotizia. Intanto la Procura di Milano ha aperto un’inchiesta e uno degli haters ha scritto un post di giustificazione, scrive Repubblica.
L’odio online scorre a fiumi e inonda ogni cosa, ma rimangono le donne l’obiettivo preferito. La mappa dell’intolleranza redatta da Voxdiritti lo attesta da anni. In settimana è uscito il libro di Paola Rizzi e Silvia Garambois sugli attacchi social – da scurrili epiteti a veri e propri avvertimenti – alle giornaliste.
Ne hanno scritto, tra gli altri, Strisciarossa e sul sito di Giulia, l’associazione di giornaliste di cui Rizzi e Garambois fanno parte.
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Campioni di sessismo

La saga delle Olimpiadi giapponesi. Seiko Hashimoto ha sostituito il 18 febbraio Yoshiro Mori alla presidenza del Comitato organizzatore delle Olimpiadi di Tokyo 2020. Una donna, e non una donna qualunque, a posto dell’uomo che ha dovuto rassegnare le dimissioni dopo la pubblicazione di una sua frase sessista: “le riunioni a cui partecipano troppe donne in genere prendono molto tempo, vanno avanti più del necessario”, le sue parole. Ben diverse quella usate da Seiko Hashimoto il giorno della sua nomina:
In quanto persona con un background atletico, realizzerò giochi sicuri sia per gli atleti che per i cittadini

 

Hashimoto ha lasciato per l’incarico il posto di ministra per lo Sport con la delega alla preparazione delle Olimpiadi ma aveva anche le deleghe per l’uguaglianza di genere e l’emancipazione delle donne. Da atleta ha gareggiato in sette Olimpiadi estive e invernali come ciclista e pattinatrice. Tra i primi commenti positivi per la nomina, quello di Naomi Osaka, che agli Open Australia aveva appena battuto Serena Williams:
“Quello che significa per me è che ci sono molte cose che pensavo che le persone accettassero ancora, cose che le persone pensavano ancora, e invece stiamo vedendo che la nuova generazione non le tollera”

 

Il Giappone è classificato al 121° posto su 153 paesi nel Global Gender Gap Index 2020 del World Economic Forum – il peggior divario tra i paesi avanzati – ottenendo un punteggio scarso sulla partecipazione economica delle donne e l’emancipazione politica.
Nelle stesse ore in cui si consumava l’avvicendamento in Giappone, Samira Zargari, commissaria tecnica della nazionale iraniana di sci alpino femminile, non riusciva a partire per i Mondiali di Cortina, bloccata dal marito che le ha negato il permesso per uscire dal Paese. Saltano i mondiali per Zarfari, “il marito non vuole”, titola IoDonna. “L’assenza di Zargari, perché è un’offesa per tutte le donne”, ha scritto GQItalia.
Da Cortina, Forough Abbasi, sciatrice iraniana, alla fine della prima gara ha lanciato un appello. RaiNews24
Promemoria con frase ispirazionale, post per Instagram

Artiste

Si chiama Laika è una street-artist romana e la sua identità è tenuta segretissima perché vuole parlare solo attraverso la sua arte, attraverso i suoi disegni su poster applicati sui muri. L’ultimo lavoro si colloca sulla rotta dei Balcani, dove si ammassano gli immigrati che l’Europa tiene fuori dai propri confini.
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“La serie di poster è stata affissa in alcuni luoghi simbolici che rappresentano la vita dei migranti come: i rifugi di fortuna nei quali abitano, i boschi di frontiera dove tentano il ‘game’, il campo di Lipa e nei pressi del campo Miral. Le opere di Laika sono un monito all’Unione Europea e chiedono poche cose ma nette: accogliere queste persone e garantire loro delle condizioni di vita umane, punire e fermare la violenza di quegli stati europei che si accaniscono sui corpi di queste persone e, soprattutto, stroncare la rete del traffico di esseri umani”, scrive in un lungo articolo Il Manifesto.
Dal viaggio ne è nato un video documentario tra la neve balcanica e le vite sospese.
Laika si trova sul suo sito web Laika1954, Instagram e su Facebook.

Altre notizie dal mondo

🌎 Donne in viaggio con l’assenso degli uomini. Non solo in Iran, ovviamente, come abbiamo visto sopra, ma in molti angoli del mondo. Tra questi la Striscia di Gaza, dove le donne hanno inscenato una sacrosanta protesta. Il reportage su IlManifesto.
🌍 #BringBackOurGirls L’hashtag era nato dopo il rapimento, nel 2014, di un gruppo di studentesse nigeriane. “C’è stata una campagna di salvataggio su Twitter, ma le donne prelevate da una scuola nigeriana sono state salvate dalla loro forza e diplomazia” si legge in un libro in uscita, lanciato da un articolo sul The Guardian.
🌍 3919 operativo 24 ore su 24. Il numero di denuncia francese delle violenze sulle donne rimarrà operativo sempre, ha annunciato la Ministra all’eguaglianza tra uomini e donne, Elisabeth Moreno. I motivi su Le Parisien.
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