Rassegna stampa di Libere Sinergie | 23 maggio 2021

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23 maggio 2021

Prove di forza

«Gli ho detto di no e me ne sono andata. Mi hanno spiegato che mi avrebbero fatto terra bruciata attorno»

~ Lady Gaga ~

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L’articolo in prima pagina su Il Corriere della Sera di sabato 22 maggio
Nel primo episodio della nuova serie Apple TV con Oprah Winfrey e il principe Harry, “The Me You Can’t See“, che parla apertamente di salute mentale, il drammatico racconto di Lady Gaga che ieri, sabato 22 maggio, è stata la notizia in prima sui quotidiani e sui siti. Non è la prima volta che la cantante parla della violenza sessuale subita, ma sono invece inediti alcuni dettagli su chi l’abbia perpetrata, anche se ha preferito non fare nomi, e soprattutto su come lei si sia sentita:
“Un produttore mi ha detto: levati i vestiti. Gli ho detto di no e me ne sono andata. Mi hanno spiegato che mi avrebbero fatto terra bruciata attorno. E non si sono fermati, non hanno smesso di farmi richieste e io ero paralizzata e non ricordo niente […]

Sono diventata insensibile. Provavo dolore, poi niente, quindi stavo male per settimane. Solo dopo ho capito che era lo stesso dolore che ho provato quando la persona che mi ha violentata mi ha lasciata incinta in un angolo, fuori da casa dei miei genitori perché non stavo bene e continuavo a vomitare. Avevo subito un abuso […]

Mi hanno fatto così tante risonanze magnetiche in cui non trovavano nulla. Ma il tuo corpo ricorda tutto. Tutto ha iniziato a cambiare lentamente. Adesso le cose vanno meglio”.

 

Sul motivo per il quale non intendde denunciare l’uomo che l’ha violentata, queste le sue parole:
“[…] non lo voglio più incontrare. Il sistema è violento ed è una cosa estremamente pericolosa”.

 

Lo stupro subito quando era ancora una giovane di talento ma sconosciuta lo hai poi raccontato anche in canzoni come “Swine” e “Til It Happens to You”, colonna sonora del documentario sugli abusi sessuali nei campus americani “The Hunting Ground” che ricevette una nomination all’Oscar nel 2016.
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Una foto ricavata da uno dei profili social dell’imprenditore milanese arrestato per aver narcotizzato e violentato una ragazza di 21 anni. E, secondo gli inquirenti, altre giovani.
Nelle stesse ore in cui andava in onda la difficile testimonianza di Lady Gaga, i carabinieri di Milano arrestavano un imprenditore con l’accusa di aver narcotizzato e violentato una studentessa di 21 anni. In casa dell’uomo, 50 anni, amministratore unico di una società farmaceutica, sono state rinvenute confezioni di benzodiazepine; nei suoi cellulari sono state trovate immagini della giovane che lo ha denunciato e foto anche di altre ragazze. Per questo gli inquirenti hanno lanciato immediatamente un appello a tutte le potenziali vittime invitandole a mettersi in contatto con i carabinieri della compagnia Monforte di viale Umbria.
“Le fotografie rinvenute sui cellulari di Antonio di Fazio dimostrano un’evidente serialità nelle condotte, ripetute in almeno quattro occasioni negli ultimi sei mesi”, scrive il gip Chiara Valori nell’ordinanza di custodia cautelare.
L’uomo aveva anche dei tesserini falsi che attestavano al sua appartenenza ai servizi segreti e alla Guardia Di Finanza. Da quanto si apprende da fonti investigative, inoltre, l’imprenditore sarebbe stato già condannato in passato proprio perché, per evitare controlli stradali, era solito esibire i tesserini contraffatti, oltre ad una pistola giocattolo e al lampeggiante blu delle auto di servizio, che teneva in macchina. “Benestante e millantatore”, il titolo de Il Giorno. “Era un seriale”titola La Stampa.

▪︎ Parole d’odio

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La foto dell’abbraccio tra una soccorritrice e un giovane stremato dopo aver raggiunto a nuoto la spiaggia di Ceuta
“Te lo sei scopato alla fine?”. “Ti piace succhiare i cazzi negri e lo sai.” “Se ti piacciono tanto i negri vattene in Marocco.” “Dovresti perdere la nazionalità per tradimento”. Sono alcuni dei messaggi raccapriccianti scritti sui social di Luna Reyes, una giovane di 20 anni che assieme ad altri colleghi della Croce Rossa spagnola stava prestando soccorso alle migliaia di migranti arrivati questa settimana sulla spiaggia di Ceuta, l’enclave spagnola in Marocco. C’è chi ha pubblicato le sue foto private mettendola alla gogna, opinionisti tv che si sono spinti a sostenere che “l’immigrato voleva toccarle il seno.” E poi decine, centinaia di insulti sessisti e razzisti. Così tanti, e così violenti, che la donna è stata addirittura costretta a chiudere i propri profili social. Subito è nato anche un movimento in rete a suo sostegno con #GraciasLuna diventato in poche ore un trending hashtag.
“Volontaria insultata online per aver abbracciato un senegalese”, il titolo del The Guardian che usa il termine “abused” invece di altri sinonimi meno forti.
“L’odio contro la volontaria che ho osato abbracciare il migrante” scrive Giulio Cavalli su Tpi.

▪︎ Le donne (non) esistono

La decisione di Rula Jebral di non partecipare a una puntata di Propaganda Live dove sarebbe stata l’unica donna ospite ha aperto il vaso di Pandora ma ha dato anche il via all’ormai solito scontro binario – pro o contro – da social. Riportare tutti gli interventi sulla vicenda, ma soprattutto sul suo significato, sarebbe impossibile. Ma il tema lo conosciamo bene, sappiamo quanto
“La questione è quindi in primis quantitativa, in secundis qualitativa”, scrive Giulia Blasi su ValigiaBlu. Non si salvano nemmeno le trasmissioni condotte da donne.
Ma basta dare un occhio ai nomi che corrono per le grandi nomine di competenza del Governo: praticamente quasi tutti maschi. Come racconta Tpi.
Se può guardarlo, può anche farlo, potremmo tradurre il claim scelto da FindHerFootball , una campagna di sensibilizzazione e promozione delle donne in ambito sportivo.
Quella grande, nella foto qui sotto, si chiama Ellie Roebuck, e gioca nella squadra femminile di calcio di Manchester, in porta. La piccola è una sua fan, Anastasia: la sua mamma aveva fatto un fotomontaggio e pubblicato un Tweet taggando la calciatrice. Che per tutta risposta ha inviato alla bimba un paio di guanti professionali e poi ha ritwittato la foto, commentando “Little star in the making“.
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Invece in Canada, Elle ha messo in copertina tre giocatrici di hockey impegnate “a combattere per l’eguaglianza” e dare opportunità alle donne.
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▪︎ Nel mondo

🌍 Argentina, le donne in marcia contro il terricidio. Appartengono a 36 diverse Nazioni indigene e hanno marciato per settimane per arrivare ieri, 22 maggio, a Buenos Aires per protestate contro le devastazioni prodotte dalla megaindustria mineraria e dall’agricoltura intensiva. A questa lotta si è aggiunto poi l’abbraccio simbolico ai movimenti delle donne di resistenza in Palestina e in Colombia. Su Il Fatto Quotidiano e su comune-info.net.
🌍 “In Colombia le donne muoiono per la pace”, l’articolo su Il Messaggero, nelle pagine Mind The Gap. Intanto non si ferma la protesta contro il presidente e la sua riforma fiscale, e non solo su quello: il Comitato nazionale dello sciopero della Colombia ha convocato due nuove giornate di proteste nazionali per il 26 e 28 maggio.
🌍 Per il seggio del Wyoming di Liz Cheney – la deputata repubblicana che aveva appoggiato l’impeachment a Trump e che per questo è stata rimossa dal suo incarico in settimana – corre un senatore che ha ammesso di aver messo incinta una ragazza di 14 anni, quando lui ne aveva 18. Anthony Bouchard ha poi raccontato di aver sposato la ragazza l’anno successivo ma di aver divorziato dopo tre anni: lei, in seguito, si è suicidata. Ma Bouchard attribuisce quel gesto al suicidio del padre e a una relazione difficile con un altro uomo. Una brutta brutta storia raccontata da The Hill.
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