Rassegna stampa di Libere Sinergie | 25 aprile 2021

Pink and Cream Cupcakes For Mothers Twitter Header (5)

25 aprile 2021

Viva la libertà

❝ Ormai lo so
Tutto il mondo è una filanda
C’è sempre chi comanda
E chi ubbidirà ❞

~ La filanda, Milva ~

91dQFFoUltL._AC_SL1500_
È scomparsa ieri, alla vigilia della Festa della Liberazione, lei che la libertà e la Liberazione le aveva cantate tante volte, in tante canzoni. Milva “la Rossa” di capelli e di chiaro schieramento politico aveva 82 anni.
“La filanda”, la canzone citata questa settimana, venne composta nel 1972 e a quei tempi fu accolta come messaggio femminista, pur raccontando la rassegnazione alle divisioni di classe risultate d’impedimento all’amore tra i due protagonisti del testo.
Tanti i ricordi di questa straordinaria interprete di teatro e dei palcoscenici canori. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, con una nota ufficiale del Quirinale, ha detto:
“Con Milva scompare una protagonista della musica italiana, una interprete colta, sensibile e versatile, molto apprezzata in Italia e all’estero. Esprimo sentimenti di cordoglio e vicinanza alla famiglia”

 

L’Associazione Nazionale Partigiani (l’ANPI) ha scritto: “Salutiamo con dolore Milva, grande artista e antifascista”. Il Teatro La Fenice di Venezia l’ha ricordata condividendo una breve straordinaria interpretazione di uno dei testi capolavoro di Bertolt Brecht.
Tra i tanti articoli, quello de Il Foglio
Screen Shot 2021-04-24 at 19.16.03

▪︎ Due giovani ragazze, due destini opposti

Una si chiamava Ma’Khia Bryant, l’altra si chiama Darnella Frazier, 16 anni la prima, 18 la seconda.
Darnella la sera del 25 maggio del 2020, a Minneapolis, filmò col telefonino i 9 minuti e 29 secondi che hanno consentito di condannare l’agente Derek Chauvin per l’uccisione di George Floyd. “Un video storico”, ha scritto Rivista Studio che al fatto ha dedicato una interessante analisi. “Se non fosse stata per la sua reazione veloce e il suo coraggio, Chauvin potrebbe ancora essere un poliziotto”, ha commentato la CNN.
Ma’Khia Bryant, invece, anche lei afroamericana come Darnella e come Floyd, è stata uccisa in Ohio da un poliziotto proprio poco prima la sentenza a carico di Chauvin. “Chi era Ma’kia Bryant e perché la sua storia impone una necessaria riflessione“, ha titolato Elle.
“Da George Floyd alla sedicenne Ma’Khia Bryant, freddata venti minuti prima della sentenza di condanna per l’agente Derek Chauvin: c’è una catena di morti afroamericani per mano della polizia che peserà sugli Oscar del 25 aprile”, scrive Huffington Post.

▪︎ Stupro, i tempi della denuncia

È stato forse l’argomento più infuocato della settimana, a partire da un’affermazione di Beppe Grillo per il quale è segno di scarsa credibilità denunciare uno stupro dopo “otto giorni”. Il caso è quello che vede coinvolto il figlio accusato di stupro da una ragazza.
In risposta è esploso in rete l’hashtag #ilgiornodopo
Tutto parte dal post su Instagram di Eva Dal Canto che scrive “Il giorno dopo lo stupro sono andata a scuola”: ai tempi dei fatti aveva 17 anni, ora ne ha 29 e fa la ricercatrice a Pisa. Vanity Fair ha raccolto la sua testimonianza. “Il giorno dopo lo stupro sono andata al mare”, le ha fatto eco Federica ripresa da FanPage.
Un tam tam social per rispondere alla domanda tra le domande inopportune che scattano consciamente o inconsciamente: Perché non hai denunciato prima? Ne ha scritto Giulia Siviero su ilPost. Risposta: Il tempo giusto per denunciare uno stupro non esiste, come ha titolato FanPage. Lo stupro e i tempi del trauma, l’analisi su HuffPost.
In “X“, libro d’esordio di Valentina Mira, l’autrice affronta il tema dello stupro. In un’intervista su Il Libraio, spiega:
“erano anni che cercavo un libro che raccontasse uno stupro che fosse un’esperienza riconducibile a quella che avevo vissuto io. Per parafrasare Hannah Arendt, raccontare la banalità dello stupro, qualcosa di estremamente semplice, in cui non ci sono percosse o uno sconosciuto con la pistola puntata”
IMG-2333
Dalla prima pagina di El Pais, la foto dei candidati alle elezioni di Madrid del 4 maggio: 2 uomini e 3 donne (più il conduttore del dibattito andato in onda in tv). A quando, in Italia?

▪︎ Parole estranee

✍ Piacciono molto le parole inglesi, soprattutto per definire comportamenti sociali sessisti, dalla new entry catcalling allo storico mansplaining. Nei giorni di stretta sul Recovery plan, si parla di nuovo molto dell’importanza che le misure economiche mettano al centro le donne e i giovani. Un chiaro caso, uno dei tanti, di virtue signalling. Su Wikipedia una articolata definizione.

▪︎ Donne nel mondo

1_5sousc_z0CJcUqNX3qBVxQ
🌍
È il caso che da dieci giorni divide l’opinione pubblica in Yemen, ma che dimostra anche come, quando si tratta di difendere i diritti delle donne sul piano internazionale, valgano i double standards. E invece, sulla vicenda della modella yemenita Entisar al-Hammadi, rapita, secondo quanto ricostruito dal suo avvocato Khaled al-Kamal, ai primi di marzo da uomini armati ad un nuovo check-point nell’area di Shamlan a Sana’a e adesso detenuta nelle prigioni delle milizie Houthi, che governano il Nord del Paese da sei anni, bisognerebbe agire subito.

 

Inizia così l’articolo di Laura Silvia Battaglia, giornalista esperta di Yemen e di Medio Oriente, sulla modella yemenita sparita ad un posto di blocco e ora detenuta nelle carceri del suo Paese: della sua storia questa settimana hanno parlato molti media italiani. Tra questi il Tg1, La Stampa, Radio Bullets.
🌍 “Negare il genocidio armeno è come negare la Shoa”: sono parole di Antonia Arslan, riportate da AdnKronos. Arslan, di origine armena, è docente di letteratura italiana moderna e contemporanea presso l’Università di Padova, e ieri ha commentato così la storica condanna espressa dal presidente statunitense Joe Biden. “Finalmente il presidente ha saputo dirla, la parola proibita”, ha scritto Arslan in un articolo su Avvenire.
🌍 In Italia, l’Ordine nazionale dei Commercialisti è stato bocciato dal Tar di Roma per l’inosservanza del bilanciamento di genere nel regolamento elettivo. Siamo nel 2021 ma questa è ancora la situazione. La notizia è stata riportata nelle cronache locali romane e in rete solo sul sito di Italia Oggi.

▪︎ Libri nuovi e classici

📖 “Io non volevo lottare per le mie sorelle. Io volevo smettere di essere una sorella”. È uno dei passaggi di “Transito” che forse riassume il libro di Aixa De La Cruz, uscito in Italia questo fine settimana.
“Non tutte le femministe nascono idolizzando Jo March e de Beauvoir”, il titolo dell’articolo di Claudia Durastanti su Tuttolibri de La Stampa. “L’autrice si confronta con la questione della vittima e della colpa nei casi di stupro. E ammette che le è più semplice confessare una colpa che prestarsi a una testimonianza”, scrive Durastanti che poi conclude: “Transito è un libro fondamentale sul corto circuito tra il ruolo che si occupa nella lotta, e la volontà indomabile di sfuggirle, per tornare a essere solo una persona, e una persona che magari cambia idea”.
📖 “Il nuovo alfabeto di Dante, le parole di Beatrice” è il titolo del nuovo libro di Elena Ferrante, in occasione delle celebrazioni del settimo centenario della morte del Sommo Poeta. Il libro verrà letto da Tiziana de Rogatis giovedì 29 aprile, ore 16:15, su Zoom e in diretta streaming, durante il convegno internazionale dell’Adi – Associazione degli Italianisti dal titolo “Dante e altri classici. da Petrarca a Soyinka”. Secondo Ferrante, “nella Commedia, Beatrice dà voce alle donne. Forse si era accorto che il mondo delle donne non era solo quello immediatamente sotto i suoi occhi: madri schiacciate dalle responsabilità domestiche, sorvegliate ragazze da marito, fanciulle povere esposte a ogni violenza, donne dai costumi dissoluti, o anche donne gentili come Francesca travolte dalla lettura dei romanzi cavallereschi”.
Delle donne di Dante sono tante le iniziative sparse per l’Italia. In questo fine settimana per le strade di Firenze sono andate in scena Beatrice, Gemma, Piccarda, Francesca da Rimini e Matelda, interpretate da altrettante attrici nell’ambito di un progetto teatrale che porterà in molti luoghi le loro storie.

5 per 1000, contribuisci anche tu

video
Facebookmail

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *