Rassegna stampa di Libere Sinergie – 6 dicembre 2020

 

Futura

Il COVID-19 e tutte le sfide urgenti, necessarie, inevitabili. E tra queste la costruzione di una nuova società senza diseguaglianze a partire da quelle tra uomini e donne, dalle quali derivano le altre.

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Amina J. Mohammed, vicesegretaria generale delle Nazioni Unite, lo ha detto chiaramente all’Assemblea che si è tenuta a New York il 3 e 4 dicembre sulla pandemia e sul nuovo mondo da costruire. “Le decisioni prese nei prossimi 12 mesi nella risposta al # COVID19 devono essere orientate alla riduzione della povertà e della disuguaglianza; realizzare i diritti di tutte le donne e le ragazze; e la transizione verso un’economia verde che offra un lavoro dignitoso a tutti”, ha detto la diplomatica nigeriana che alcuni anni fa, di fronte a una platea di giovani che le avevano chiesto di spiegare il suo lavoro aveva risposto senza titubanze: “La descrizione del mio lavoro è semplice: costruire un mondo in cui ogni ragazza e ogni ragazzo abbiano gli stessi strumenti e lo stesso supporto per trasformare i propri sogni in realtà”.
Un segnale senz’altro forte lo hanno mandato il presidente eletto degli Stati Uniti, Joe Biden, che in settimana ha fatto una raffica di nomine di donne in ruoli apicali, di responsabilità e visibilità. Lo aveva promesso e lo ha fatto, ha scritto Il Post.
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Quella sopra rappresenta la foto d’insieme delle responsabili della comunicazione della Casa Bianca. Tra le nomine fatte da Biden spicca anche quella di Avril Haines, la prima donna vice capo della CIA.
Anche lo staff della vicepresidente, Kamala Harris, ha una connotazione tutta femminile: a Karine Jean-Pierre, indicata quale capo del personale, figura strategica, nei giorni scorsi sono state aggiunte altre tre donne per posizioni altrettanto importanti.
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Donne che si (pre)occupano delle donne: dei ruoli nella società, nell’economia, in salute e in malattia, nella vita quotidiana, costruendo un futuro. Il 1 dicembre, giornata mondiale della lotta all’Aids, Il Fatto Quotidiano ha raccolto questa bella testimonianza che arriva dalla Nigeria.
Nel 2020, Sonja Hamad ha pubblicato il reportage fotografico dedicato alle donne che combattono nel Rovaja contro i miliziani del cosiddetto Stato Islamico.
Dal Pakistan – dove sabato 5 dicembre una ragazza cristiana che rifiutata nozze islamiche è stata uccisa – arriva anche la storia positiva di un’impresa sociale tutta femminile che vuole colmare il divario tra uomini e donne nel digitale formando le ragazze in modo pratico e concreto per accedere ai posti di lavoro in quel settore.
Un gap che esiste anche in Europa, tanto che una europarlamentare tedesca, la verde Alexandra Geese, ha lanciato un appello, condiviso da altri suoi colleghi, per l’impiego di parte dei fondi Next Generation Eu, a favore della donne. Qui spiega bene la sua idea.
Anche perché, come ha scritto il Financial Times, la pandemia ha aumentato il peso delle tecnologie nell’economia e nel lavoro e questo “rischia di esacerbare le disuguaglianze di genere”.
Su questo tema, interessante è quello che sta facendo la premier neozelandese, Jacinda Ardern, con una legge che va a toccare concretamente le differenze salariali. Ne hanno scritto, tra gli altri, il NYT e Elle.
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L’Oxford English Dictionary ha modificato la definizione del termine “woman”, donna, in seguito a una petizione che la dichiarava sessista. La battaglia su Change.org l’aveva lanciata una manager italiana, Maria Beatrice Giovanardi, che era rimasta colpita dai termini e dai riferimenti usati dallo storico dizionario Qui potete leggere la storia in italiano e qui in inglese.
💻 Domenica 6 dicembre, 18h00, Facebook | Linguaggio inclusivo, un linguaggio che superi il binarismo di genere nella scrittura e nel parlato. Con Vera Gheno e Porpora Marcasciano Qui il link all’evento
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Padova 2020 che pensa al futuro in un convegno con un parterre di soli uomini: che volessero mandare un segnale, gli organizzatori, all’altra metà della popolazione? Francesca Visentin ne ha scritto sulla 27ima ora del Corriere della Sera riportando anche la locandina: incredibile, nemmeno scrivendo i nomi uno dietro l’altro si sono resi conto dell’enormità.
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