Dal 24 ottobre 2025, all’ingresso della CSL Behring a Milano, multinazionale del farmaco, c’è una panchina rossa.

Ed è dedicata alla nostra amica, fondatrice, presidente, Alessia Guidetti, che in questa società lavorava da pochi anni e nella quale aveva creato legami forti.

L’abbiamo dipinta noi e loro: amici, amiche, colleghe, colleghi, capi, socie e soci. Con noi c’era anche la Carlina, Carla Orlandi, la sua mamma. Nostra socia che ci fa onore.

Era previsto che la panchina stesse sulla terrazza, ma poi “Oliver”, come oramai lo chiamiamo tutti, ha voluto che stesse all’ingresso: per essere di monito a chiunque vi passi.

Sulla panchina rossa è stata messa una targa con una frase che abbiamo tutti pensato insieme e che pensiamo tutti profondamente:
“Questa panchina è in memoria di Alessia Guidetti che ci ha insegnanto la forza e la dolcezza, l’impegno e la costanza necessari per combattere stereotipi e pregiudizi, e le violenze fisiche e psicologiche che in ogni luogo e in ogni tempo soffocano la libertà delle donne”.

Questo l’intervento di Silvia Cattafesta, presidente di Libere Sinergie, fondatrice con Alessia della nostra associazione.

“Oggi ci ritroviamo qui con un sentimento che mescola commozione, gratitudine e affetto.
Questa panchina che inauguriamo non è solo un segno fisico, ma un simbolo. Un luogo dove fermarsi, respirare, ricordare.
È dedicata ad Alessia Guidetti, una donna che ha saputo trasformare la sua sensibilità e la sua determinazione in un impegno concreto per gli altri.

Come attuale presidente di Libere Sinergie mi sento profondamente onorata di poter ricordare una persona che ha lasciato un’impronta indelebile nella nostra comunità.
Alessia credeva che ogni donna dovesse poter vivere libera dalla paura, rispettata nella propria dignità e sostenuta nella propria rinascita.
La sua energia, la sua visione e la sua empatia hanno ispirato tante di noi e continuano a farlo, anche oggi.
Ringraziamo di cuore tutto lo staff di questa azienda, CSL Behring e in particolare il dott. Oliver Schmitt, per aver voluto dedicare questa panchina a lei.

È un gesto che unisce due mondi, quello del lavoro e quello del volontariato, nel segno della solidarietà e del ricordo.
Chi si siederà qui potrà sentire, anche solo per un istante, la presenza di una donna che ha creduto nel cambiamento e ha lottato per costruirlo.

Ad Alessia, vogliamo dire grazie.
Per la sua forza, per il suo esempio, per la sua capacità di ascoltare e di accogliere.
Questa panchina sarà per noi un punto di luce, un invito a non smettere mai di credere che un mondo più giusto è possibile.
Grazie di cuore da tutte le libere sinergie.”