Violenze in famiglia, sfogliando cronache locali | 11 febbraio 2020

 

IL GIORNO 11 febbraio 2020

 

Ancora la gelosia. Dura da decenni il dibattito sulle parole sbagliate della cronaca, ci sono appelli, carte, documenti come il Manifesto di Venezia, tutti a sollecitare un’informazione attenta e corretta e consapevole sulla violenza di genere, ma negli articoli si continuano a ripetere esattamente quelle formule che si invita a non usare: uccisa per gelosia, delitto passionale, follia, raptus. 

L’ultimo caso in ordine temporale oggi, 11 febbraio 2020, su Il Giorno. Sin dalle prime ore dopo i fatti, era emerso che l’uomo, 83 anni, soffrirebbe di un disagio psicologico che lo avrebbe portato a questi pensieri paranoici: da quanto tempo? In ogni caso lui, dopo l’intervento dei carabinieri, è stato ricoverato in psichiatria, mentre lei si trova in fin di vita. La gelosia nel titolo diventa un alibi, quasi un’attenuante, nella percezione del lettore poco educato e attento. Sul Corriere della Sera, infatti, finisce nelle ultime righe con un “il marito si era convinto che la moglie volesse raggiungere l’amante. L’uomo è stato ricoverato in psichiatria”. 

“Sospettava che la moglie avesse un’amante e per questo, durante il sonno, le ha prima sferrato un pugno [..]” è l’incipit della cronaca su Il Resto del Carlino, stesso gruppo de Il Giorno, da Bibbiano, Reggio Emilia, dove a salvare la donna è stato il figlio di 14 anni che ha assistito al pestaggio e ha chiamato i carabinieri. La Gazzetta di Parma invece ci informa che l’uomo non accettava la fine del matrimonio. 

Te butto de sotto”, invece urlava un uomo alla moglie, minacciandola di farla volare dal settimo piano nel quale abitano: il figlio, minorenne, ha chiesto aiuto alla nonna e ha permesso l’intervento della polizia che ha salvato la mamma. La donna ha raccontato di subire da almeno quattro anni violenze fisiche. 

Nel bresciano, i carabinieri di Isorella hanno arrestato un uomo che picchiava la moglie davanti ai figli piccoli. A denunciare i soprusi è stata lei, di circa 20 anni più giovane, dopo che a causa dell’ennesimo brutale pestaggio era stata ricoverata al pronto soccorso di Montichiari.

Digitando “donna picchiata” alla ricerca di informazioni sul caso di una donna malmenata a Firenze da un uomo che aveva tentato di stuprarla, si scovano sulle cronache locali altri fatti simili che accadevano nelle stesse ore: in Calabria, “Cosenza, presa a pugni dal compagno: la figlia minore chiama la polizia”; in Puglia, solo a Bari ben tre gli interventi delle forze di polizia su liti violente in famiglia, anche di fronte ai figli, mentre in un quarto episodio aveva luogo nel brindisino dove un uomo malmenava “con violenza inaudita” una ragazza che “non aveva ceduto alle sue avances” e un quinto arresto scattava su un uomo per le continue molestie alla ex. La chiave di ricerca “uomo arrestato” porta per lo più a violenze all’interno di relazioni familiari e sentimentali. 

Mentre scriviamo, a mezzogiorno dell’11 febbraio, esce la notizia di una donna incinta vittima di percosse e trovata con ferite alla testa nella sua abitazione a Caserta: nel casertano, due giorni fa, era stata soccorsa dalla polizia una donna picchiata dal marito e con la figlia scaraventata fuori dalla macchina su una piazzola di sosta. Anche a Tortoreto un uomo che picchiava sistematicamente la moglie davanti ai tre figli è stato arrestato. A Padova una donna picchiata e cacciata di casa ha cercato aiuto direttamente in un comando di Polizia: gli agenti sono subito intervenuti per arrestare l’uomo.

 

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