Com’eri vestita
What were you wearing?
È la mostra che racconta di abusi attraverso storie poste accanto agli abiti che rappresentano, in maniera fedele, l’abbigliamento che la vittima indossava al momento della violenza subita.
È la mostra che racconta di abusi attraverso storie poste accanto agli abiti che rappresentano, in maniera fedele, l’abbigliamento che la vittima indossava al momento della violenza subita.
si tratta di un progetto che nasce nel 2013 da parte di Jen Brockman, direttrice del Centro per la prevenzione e formazione sessuale di Kansas, e di Mary A. Wyandt-Hiebert responsabile di tutte le iniziative di programmazione presso il Centro di educazione contro gli stupri dell’Università dell’Arkansas e diffuso in Italia grazie al lavoro dell’Associazione Libere Sinergie che ne propone un adattamento al contesto socio culturale del nostro Paese.
L’idea alla base del lavoro è quella di sensibilizzare il pubblico sul tema della violenza sulle donne e smantellare il pregiudizio che la vittima avrebbe potuto evitare lo stupro se solo avesse indossato abiti meno provocanti.
Da qui il titolo emblematico ‘Com’eri vestita’. I visitatori possono identificarsi nelle storie narrate e al tempo stesso vedere quanto siano comuni gli abiti che le vittime indossavano.
“Bisogna essere in grado di suscitare delle reazioni, all’interno dello spazio della mostra, simili a quelle riportate”, afferma Brockman, per indurre le visitatrici a pensare: “ho questi indumenti appesi nel mio armadio!” oppure “ero vestita così questa settimana”.
In tale contesto si rendono evidenti gli stereotipi che inducono a pensare che eliminando alcuni indumenti dagli armadi o evitando di indossarli le donne possano automaticamente eliminare la violenza sessuale.
“Non è l’abito che si ha indosso che causa una violenza sessuale – aggiunge Brockman – ma è una persona a causare il danno. Essere in grado di donare serenità alle vittime e suscitare maggiore consapevolezza nel pubblico e nella comunità è la vera motivazione del progetto”.
Libere Sinergie che sposa completamente la filosofia alla nascita della mostra, ha portato e porta l’evento in diversi luoghi delle città italiane e su tutto il territorio nazionale dall’8 marzo al 25 novembre, due date simbolo per la lotta alla violenza di genere.
Dalle caserme alle aule di giustizia ai media riecheggia l’allusione a un presunto nesso tra la violenza agita e gli abiti indossati da chi l’ha subìta. Riversando sulle donne violentate una qualche responsabilità, o persino una colpa. È la cosiddetta vittimizzazione secondaria.
La mostra si propone di smantellare questo pregiudizio e sensibilizzare lo sguardo pubblico.
Con l’autorizzazione delle ideatrici, Libere Sinergie propone un adattamento italiano che ha iniziato l’8 marzo 2018 un lungo viaggio in tante città e tanti luoghi. Le storie sono state selezionate tra quelle raccolte da alcune professioniste, socie di Libere Sinergie.
La mostra si apre con l’omonimo poema di Mary Simmerling che ha dato ispirazione per l’allestimento.
Nel 2020, in piena pandemia, per non spezzare la circolazione del messaggio, sono stati realizzati alcuni video della mostra, a firma Michele Ciardulli, in collaborazione con Amnesty International Italia nell’ambito della campagna #iolochiedo.
Com’eri vestita? ha ricevuto il Patrocinio del Dipartimento Pari Opportunità, della Presidenza del Consiglio dei Ministri e della Camera dei Deputati.
Libere Sinergie ringrazia il CUG dell’Università di Pavia per le traduzioni delle storie e la loro riproduzione in audio.
Libere Sinergie presents material provided by the original authors in an Italian adaptation of the exhibition that began on March 8, 2018, embarking on a long journey through numerous cities and venues.
The exhibition opens with a poem by Mary Simmerling, which served as the inspiration for the entire project.
In 2020, right in the middle of the pandemic, in order to keep the message circulating, a series of videos of the exhibition were produced by Michele Ciardulli, in collaboration with Amnesty International Italy as part of the #iolochiedo campaign.
“Com’eri vestita?” (“What were you wearing?”) received the patronage of the Department for Equal Opportunities of the Presidency of the Council of Ministers and the Chamber of Deputies.
Libere Sinergie thanks the CUG (Single Guarantee Committee) of the University of Pavia for translating the stories and recording them in audio format.
E’ possibile richiedere la Mostra da parte di associazioni, scuole, enti pubblici e realtà che desiderano esporla nelle loro sedi o in spazi aperti alla cittadinanza.
La mostra viene messa a disposizione a titolo gratuito e completa di tutti i materiali. Chiediamo tuttavia un contributo sotto forma di donazione che ci consenta di sostenere le spese di gestione, allestimento e spedizione.
Per richieste compilare il form con i propri recapiti. Vi ricontatteremo fornendo tutte le informazioni relative all’allestimento. Grazie